LA KAFALA: SCHIAVI COME AI TEMPI DEI SUDISTI

Eccoli lì, in tanti, una moltitudine. Sono stremati, dopo un lungo turno di lavoro e ore di protesta. Aspettano una decisione della monarchia araba che possa cambiare la loro vita, togliendo loro le moderne catene della schiavitù – che non sono di metallo, ma di burocrazia. Vengono da tutto il mondo, specialmente dall’Asia e dell’Africa. Tutti con il giubbotto arancione, che applaudono felici. Non sono tifosi ad una partita di calcio. Sono gli schiavi della Kafala che, a Doha ricevono la notizia che la legge sia stata riformata. Nei Paesi del Golfo Persico abitano circa 18 milioni di immigrati ufficiali su una popolazione totale di 42 milioni. Sono loro che si rallegrano per le riforme concesse dalle monarchie assolute dei paesi arabi.

Kafala ha un doppio significato: da un lato, significa “garantire” (daman), e riguarda una garanzia per la concessione di un prestito. Dall’altro, significa “prendersi cura di” (kafl), e indica il comportamento da adottare quando si interagisce con un soggetto non indipendente o autonomo, come (ad esempio) un minore. Il termine risale alla giurisprudenza islamica in materia tutela nei confronti degli orfani. Ma questo era il passato. Oggi questa parola è stata “riformata” nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) per regolamentare il trattamento dei lavoratori stranieri – all’inizio nella lavorazione delle perle, e poi, via via, in tutto il sistema industriale.

Noi occidentali siamo stati costretti ad imparare la parola Kafala in connessione con i prossimi Campionati Mondiali di Calcio del Qatar 2022, non ancora giocati e già travolti da molti scandali, scoppiati non solo a causa dei sospetti di corruzione, ma soprattutto in seguito alla scoperta di gravissime violazioni dei diritti umani durante la costruzione degli stadi: ci lavorano e muoiono migliaia e migliaia di operai, provenienti da diversi Paesi e ridotti allo stremo per le condizioni disumane nelle quali sono costretti a vivere.

Italian | June 15, 2021

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